e vorrei che quei nostri pensieri,
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
25 Apr 08
e vorrei che quei nostri pensieri,
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
20 Apr 08
Many forms of Government have been tried and will be tried in this world of sin and woe (…). Indeed, it has been said that democracy is the worst form of government except all those other forms that have been tried from time to time.
(Winston Churchill, November 11, 1947)
Bo, in front of a waterpipe, in the silence of an ending crazy-TDC night. Thank you, mate
14 Apr 08
29 Mar 08
Un gruppo di amici che studia nel master di Economia della London School of Economics (Londra) ha preparato una presentazione in powerpoint su alcuni temi economici che vengono spesso trattati nella campagna elettorale.
Tutti i dati citati provengono da fonti ufficiali come ISTAT, EUROSTAT e OCSE. Alla fine della presentazione potete trovare il riferimento alle pubblicazioni e ai database presi in considerazione.
E’ possibile scaricare la versione più recente del documento dal sito:
25 Feb 08
Caro Papa,
non ti scrivo per parlarti della tua Chiesa -so che non avrei nè l’autorevolezza nè l’autorità di farlo- ma per parlarti del mio paese, l’Italia.
Ti scrivo a distanza di tempo dagli episodi della Sapienza; tempo che è servito a riflettere, meditare su quegli episodi e su ciò che sta accadendo in Italia. Ti scrivo perchè benchè fossi certo che la situazione fosse chiara agli occhi di tutti, ho dovuto purtroppo constatare che non è così. Ti scrivo perchè nel caos mediatico di quei giorni leggo la triste sconfitta di un popolo che fatica a leggere gli eventi con il dovuto distacco; un popolo che, in fondo, fatica a trovare sè stesso.
Caro Papa, in Danimarca, paese in testa alle classifiche mondiali sulla libertà di stampa, la notizia che ha sconvolto l’Italia ha occupato soltanto un trafiletto laterale del quotidiano Politiken e non è nemmeno apparsa in televisione. Ma questo non è l’unico paese in cui la notizia è stata pressochè ignorata; lo stesso vale anche per Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda (solo per citare alcuni paesi di cui ho notizie certe)… In Inghilterra la BBC ha dedicato poco più di un articoletto online, così come la CNN ha fatto negli Stati Uniti.
Caro Papa, vorrei partire da qui, dalla scarsa eco che la vicenda ha avuto nella stampa estera di molti paesi occidentali.
Perchè, mi sono chiesto?
Non ho potuto fare a meno di constatare che in molti dei paesi che hanno ignorato la vicenda, la questione della laicità dello stato è già stata risolta.
Ora, caro Papa, intendiamoci bene e una volta per tutte, almeno io e te, su cosa intendiamo per laicità. Sai bene, e meglio di me!, che non tutto il mondo è composto da Cristiani, nè, tra i Cristiani, sono tutti Cattolici. Ci sono Chiese Cristiane che da tempo ammettono il sacerdozio femminile, non richedono il celibato ai propri ministri e addirittura benedicono le unione omosessuali. Ma anche tra Ebrei, Musulmani, Buddhisti e Induisti esiste una varietà e vastità di posizioni etiche e morali differenti, all’interno di quelle stesse religioni. La laicità dello stato nasce innanzi tutto da questo: dalla consapevolezza della molteplicità delle religioni, delle culture, dei valori etici e morali di ogni persona. Ma una consapevolezza piena porta in sè l’impegno per il rispetto dei valori altrui, anche se profondamente diversi dai propri; e il rispetto si manifesta con la libera possibilità, per ciascuno, di perseguire i propri valori. A Voltaire è attribuita la celebre frase “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Non è forse questo il senso profondo della laicità di uno stato? Uno stato può permettersi di fare come propria la morale di una singola confessione religiosa? Purtroppo la storia passata e, ancor più!, quella presente ci insegnano che quando questo avviene siamo in presenza di paesi fondamentalisti, ove legge sociale e morale religiosa coincidono. E non è forse questo il grosso problema che affligge, oggi, numerose aree del medio oriente?
Caro Papa, conosciamo bene, entrambi, la differenza tra laicità e laicismo. Così come conosciamo bene la differenza tra islam e islamismo. Sappiamo quanto un “ismo” di troppo trasformi un principio in fanatismo, una religione in fondamentalismo. Eppure perchè questo concetto, oggi, in Italia, pare essere perduto? Perchè, travolti da onde mediatiche e turbinii emotivi, non riusciamo più a distinguere tra laicità e laicismo?
Caro Papa, perchè la tua Chiesa professa la neutralità politica, ma poi alcuni tuoi ministri vengono scoperti a fare chiamate, di nascosto, ad altri ministri, quelli della società civile, spingendoli a votare pro o contro questa o quella legge? Perchè caro Papa ti fai sorprendere a stringere le mani di alcuni candidati alle prossime elezioni, ma non quelle di altri? e perchè ora l’agenzia stampa dei vescovi, ora “Famiglia Cristiana”, riservano certi toni fortemente accusatori solo nei confronti di alcuni partiti o di alcuni candidati, ma non nei confronti di altri?
Caro Papa, dacci delle risposte, aiutaci a capire. Perchè se è pur vero che alcuni in Italia scambiano laicità con laicismo, altri (e non sono pochi) non riescono più a distinguere tra cattolicesimo e cattolicismo.
27 Jan 08
English version? go to the end of the post!
Ora che il governo di Romani Prodi è caduto, il dibattito politico in Italia si muove su nuovi binari. La questione al centro dei colloqui iniziati dal presidente Napolitano è questa: formare un governo tecnico o indire nuove elezioni?
La destra, condotta da Silvio Berlusconi, vuole che la parola torni ai cittadini. La prima ragione non potrebbe essere più semplice: è in vantaggio nei sondaggi. La seconda ragione è più subdola.
Il lavoro di un’amministrazione temporanea sarebbe modificare la legge elettorale voluta da Berlusconi nel 2006, subito prima delle ultime elezioni. Quetsa legge si avvicina ad un proporzionale perfetto, e chi la critica sostiene che lascia il paese ingovernabile lasciando spazio in parlamento anche al più piccolo dei partiti (che in Italia sono chiamati col delizioso nome di “partitini”). Una qualsiasi riforma elettorale avrebbe lo scopo di far tornare il paese verso un sistema a due, o al massimo a 4 partiti, come in Germania.
Sapendo che la riforma sarebbe stata inevitabile il centor-sinistra ha fatto un passo importante verso la costruzione di un movimento di largo respiro, il Partito Democratico, che ha iniziato ad esistere dallo scorso autunno. Gli sforzi di Berlsuconi per raggiungere lo stesso obiettivo sono falliti. Nessuno dei tre gruppi che componevano l’alleanza con cui vinse le scorse elezioni, ha voluto connettersi ad un partito guidato da lui, o piuttosto dalla sua protetta, un’ex regina della bellezza dai capelli di fuoco, Michela Vittoria Brambilla.
Le ragioni per volere un governo ad interim sono state evidenziate recentemente dal Financial Times. La logica è cristallina. Anche colui che ha scritto l’attuale legge elettorale, per favorire Berlusconi, l’ha successivamente chiamata “una porcata”. E’ chiaro quindi che andrebbe cambiata. Un gabinetto di tecnocrati non legati ai partiti e/o comunque di politici accettati da entrambi gli schieramenti, porterebbe senza alcun dubbio questa ed altre cose buone per l’Italia. E, cosa di non poco conto per il Financial Time!, darebbe una certa sicurezza ai mercati.
C’è solo un ostacolo: la democrazia parlamentare. Da giovedì notte l’Italia ha un parlamento appeso ad un cappio. Prodi ha ricevuto il voto di fiducia alla Camera dei deputati, ma l’ha perso al Senato. E’ difficile pensare ad un motivo migliore per andare alle urne e chiedere agli elettori un nuovo verdetto.
Tuttavia una certa difficoltà nel supportare questa tesi, sia da parte del Financial Time, che per i lettori del Guardian, è data dalla fatto che con molta probabilità tornerebbe al potere un uomo il cui concetto di democrazia è, quanto meno, discutibile. Costui non ha visto nulla di male nel creare un monopolio (di fatto) delle televisioni nazionali quand’era primo ministro e non ha mai ammesso formalmente la sua sconfitta durante le ultime elezioni. Alcuni detrattori sostengono che Berlusconi, più o meno come gli Islamisti in paesi come l’Algeria, usi la democrazia solamente finchè gli sta bene farlo. E tuttavia, in questa occasione, si rivelano anch’essi vulnerabili della stessa obiezione.
Questo articolo è tratto dal Guardian_Unlimited online; la versione originale è disponibile su:
This article is taken from the online version of the Guardian Unlimited:
http://commentisfree.guardian.co.uk/john_hooper/2008/01/is_berlusconi_right.html
25 Jan 08
A great explanation of what has been going on in Italy in the past 2 days; and in the past 20 years.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7206817.stm
Volevo tradurre l’articolo per chi non può o non vuole leggerlo in inglese. Poi ho scoperto che ci aveva già pensato qualcun altro.
Ecco qui il link della traduzione in Italiano (dal blog “Il corriere della Grande Fata”)
http://grandefata.wordpress.com/2008/01/25/qualcosa-di-marcio-in-italia/
24 Jan 08
16 Jan 08