Tutto come previsto: i sindacati, duri e puri, hanno insistito con il loro no al piano industriale e AirFrance ha abbandonato la trattativa.

Ora Berlusconi si farà avanti, con una cordata dell’ultimo minuto; farà un’offerta di acquisto a prezzo stracciato, ma prometterà un futuro glorioso e pochi, pochissimi esuberi. Metterà i sindacati con le spalle al muro, poichè essi non potranno permettersi di bocciare nuovamente un’offerta di acquisto e condannare la società al fallimento. Otterrà l’appoggio dalla Sea, promettendo di trasformare Malpensa nel più grande hub d’Italia e forte anche del consenso nell’opinione pubblica, Alitalia sarà sua. Questa mossa, se giocata in tempo, gli garantirà una popolarità ancora maggiore alle elezioni, che vincerà. Una volta al governo si preoccuperà di trovare il modo per coprire i buchi nei bilanci della “flotta della libertà”: varerà finanziamenti pubblici e/o prestiti statali agevolati. Il tutto a spese dei cittadini Italiani; che a quel punto avranno sia regalato Alitalia a Berlusconi sia ripianato i debiti dell’azienda con le prorie tasse.

A dir poco geniale!