February 2008


Vorrei farvi conoscere una poesia di Neruda.
Si chiama “Lentamente Muore”

Lentamente muore, chi non cambia marcia
lentamente muore chi non mette la freccia quando svolta
lentamente muore chi non tira il freno a mano in discesa
chi sbaglia nell’usare la fresa
chi gli casca in testa un’obesa, la casa, o la torre di Pisa

muore lentamente chi non fa come la Marcuzzi,
e se non riesce ad andare in bagno se la tiene tutta dentro

muore lentamente, chi non si leva prontamente da sotto il casco della permanente
muore più velocemente chi mette le dita nella presa di corrente,
chi non si sposta quando cascano le piante
e chi mangia le amanite velenose al ristorante

muore, lentamente,
tanta bella gente…
ma c’è anche,
e tu lo sai,
una banda di coglioni che non muore mai

Luciana Littizzetto, 27 gennaio 2008, “Che tempo che fa”

Caro Papa,

non ti scrivo per parlarti della tua Chiesa -so che non avrei nè l’autorevolezza nè l’autorità di farlo- ma per parlarti del mio paese, l’Italia.

Ti scrivo a distanza di tempo dagli episodi della Sapienza; tempo che è servito a riflettere, meditare su quegli episodi e su ciò che sta accadendo in Italia. Ti scrivo perchè benchè fossi certo che la situazione fosse chiara agli occhi di tutti, ho dovuto purtroppo constatare che non è così. Ti scrivo perchè nel caos mediatico di quei giorni leggo la triste sconfitta di un popolo che fatica a leggere gli eventi con il dovuto distacco; un popolo che, in fondo, fatica a trovare sè stesso.

Caro Papa, in Danimarca, paese in testa alle classifiche mondiali sulla libertà di stampa, la notizia che ha sconvolto l’Italia ha occupato soltanto un trafiletto laterale del quotidiano Politiken e non è nemmeno apparsa in televisione. Ma questo non è l’unico paese in cui la notizia è stata pressochè ignorata; lo stesso vale anche per Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda (solo per citare alcuni paesi di cui ho notizie certe)… In Inghilterra la BBC ha dedicato poco più di un articoletto online, così come la CNN ha fatto negli Stati Uniti.

Caro Papa, vorrei partire da qui, dalla scarsa eco che la vicenda ha avuto nella stampa estera di molti paesi occidentali.

Perchè, mi sono chiesto?

Non ho potuto fare a meno di constatare che in molti dei paesi che hanno ignorato la vicenda, la questione della laicità dello stato è già stata risolta.

Ora, caro Papa, intendiamoci bene e una volta per tutte, almeno io e te, su cosa intendiamo per laicità. Sai bene, e meglio di me!, che non tutto il mondo è composto da Cristiani, nè, tra i Cristiani, sono tutti Cattolici. Ci sono Chiese Cristiane che da tempo ammettono il sacerdozio femminile, non richedono il celibato ai propri ministri e addirittura benedicono le unione omosessuali. Ma anche tra Ebrei, Musulmani, Buddhisti e Induisti esiste una varietà e vastità di posizioni etiche e morali differenti, all’interno di quelle stesse religioni. La laicità dello stato nasce innanzi tutto da questo: dalla consapevolezza della molteplicità delle religioni, delle culture, dei valori etici e morali di ogni persona. Ma una consapevolezza piena porta in sè l’impegno per il rispetto dei valori altrui, anche se profondamente diversi dai propri; e il rispetto si manifesta con la libera possibilità, per ciascuno, di perseguire i propri valori. A Voltaire è attribuita la celebre frase “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Non è forse questo il senso profondo della laicità di uno stato? Uno stato può permettersi di fare come propria la morale di una singola confessione religiosa? Purtroppo la storia passata e, ancor più!, quella presente ci insegnano che quando questo avviene siamo in presenza di paesi fondamentalisti, ove legge sociale e morale religiosa coincidono. E non è forse questo il grosso problema che affligge, oggi, numerose aree del medio oriente?

Caro Papa, conosciamo bene, entrambi, la differenza tra laicità e laicismo. Così come conosciamo bene la differenza tra islam e islamismo. Sappiamo quanto un “ismo” di troppo trasformi un principio in fanatismo, una religione in fondamentalismo. Eppure perchè questo concetto, oggi, in Italia, pare essere perduto? Perchè, travolti da onde mediatiche e turbinii emotivi, non riusciamo più a distinguere tra laicità e laicismo?

Caro Papa, perchè la tua Chiesa professa la neutralità politica, ma poi alcuni tuoi ministri vengono scoperti a fare chiamate, di nascosto, ad altri ministri, quelli della società civile, spingendoli a votare pro o contro questa o quella legge? Perchè caro Papa ti fai sorprendere a stringere le mani di alcuni candidati alle prossime elezioni, ma non quelle di altri? e perchè ora l’agenzia stampa dei vescovi, ora “Famiglia Cristiana”, riservano certi toni fortemente accusatori solo nei confronti di alcuni partiti o di alcuni candidati, ma non nei confronti di altri?

Caro Papa, dacci delle risposte, aiutaci a capire. Perchè se è pur vero che alcuni in Italia scambiano laicità con laicismo, altri (e non sono pochi) non riescono più a distinguere tra cattolicesimo e cattolicismo.

shopping with stevino

taken from the album “Shopping with ValeIng”

The event was live on Sunday, February the 17th at 5.30 pm. Thanks for watching…

L’evento è stato trasmesso in diretta Domenica 17 Febbraio alle 17:30. Grazie a tutti coloro che l’hanno seguito…

Good luck, Erica! In bocca al lupo, Erica!

you can checkout any time you like, but you can never leave…

Quando il 30 settembre 2005 il “Morgenavisen Jyllands-Posten” pubblicò la vignetta che ritrae Maometto con un turbante a forma di bomba, nè l’autore nè l’editore si immaginavano che l’immagine di quella miccia accesa avrebbe innescato bombe ben più reali.

Il giornale si scusò pubblicamente, anche acquistando spazi a pagamento nei giornali di alcuni paesi islamici, e Kurt Westergaard, l’autore della vignetta, spiegò che l’intento era semplicemente denunciare chi sfrutta il nome o il messaggio del Profeta per legittimare il terrore.

Troppo tardi: ciò che in Danimarca e in parte del mondo occidentale era stata vista come l’irresponsabile leggerezza di pochi, nel mondo islamista divenne presto la crociata dell’occidente cristiano contro l’Islam. E si scatenò il putiferio: manifestazioni violente, assalti alle ambasciate, boicottaggi di prodotti occidentali; con oltre un centinaio di morti.

Sono passati più di due anni da quegli eventi; oggi, la notizia dell’arresto di 4 persone sospettate di pianificare un attentato contro Kurt Westergaard, riaccende il caso.

Fiumi di parole, commenti e analisi si sono già sprecati sull’opportunità -o meno- di pubblicare quelle vignette. Vorrei, invece, raccontare ciò che oltre i confini della Danimarca solo pochi sanno. Durante il periodo delle manifestazioni violente, i capi di stato di alcuni paesi in cui vige la Shari’a (la legge islamica) chiesero un incontro ufficiale con il primo ministro danese, Anders Fogh Rasmussen, per ottenere spiegazioni ed esigere pubbliche scuse. Rasmussen declinò ogni invito spiegando, per via diplomatica, che lo stato danese non può essere in alcun modo ritenuto responsabile per ciò che i singoli cittadini dicono o pensano, ma può solamente vigilare affinchè al suo interno siano applicate quelle norme che disciplinano la libertà di espressione e garantiscono la libertà di culto.

Al di là di ogni giudizio di merito sulla pubblicazione delle vignette, la posizione di Rasmussen è assolutamente inespugnabile. Ciò che il primo ministro ha voluto sottolineare è il principio della libertà di espressione, ma anche della laicità dello stato. Uno stato democratico e pluralista deve permettere a ogni singolo cittadino di esprimere la propria opinione e professare la propria fede, qualunque esse siano, nel rispetto delle opinioni e delle fedi altrui; ma proprio a garanzia di questo, lo stato non può e non deve prendere posizione su questi temi, che spettano alla sfera privata dell’individuo e pertanto non sono di sua competenza.

References:
Jyllands-Posten
Il Corriere
La Repubblica

Change we can believe in?

Paolo Conte Via, via, vieni via di qui,
niente più ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri
via, via, neache questo tempo grigio
pieno di musiche
e di uomini che ti son piaciuti

Nulla paragonabile alle magie di alcuni nostri politici… (questo video è consigliato ad un pubblico adulto)

Nothing comparable to the kind of magic that some of our politicians can do… (the video may not be suitable for minors)