January 2008


Veltroni sfida Berlusconi “PD non si coalizzerà alle prossime elezioni, anche Forza Italia corra da sola!” .

Ma Giordano sfida Veltroni: “Accettiamo una sfida per l’egemonia”.

Nel frattempo Baccini (UDC) sfida Berlusconi: “Voteremo Marini, se lo vorranno tutti”

Pecoraro insiste: “Sfido il Pd ad essere alleato per non regalare il potere a Berlusconi”.

E noi?

Noi sfidiamo chiunque a non ridere di questa bagarre.

Eminenza? Lei che dispensa sempre buoni consigli a tutti, ci dica un po’: perchè un paese non dovrebbe lasciare alle donne, alle coppie, la libertà di scegliere secondo coscienza se abortire o meno?

«Le donne veramente libere non abortiscono. La donna in molti casi abortisce proprio perché non è libera e la si rende tale se le si dà la possibilità concreta di non abortire (…)»

«(Sulla moratoria per la 194 sono) totalmente d’accordo. Cedo che in Italia ci sia una piena convergenza tra le forze politiche. Non si può imporre l’aborto con una legge dello Stato» (Otto e Mezzo, LA7).

Quindi, Eminenza, se capisco bene libertà, per Lei, è impedire alle donne di abortire per “preservare” la loro stessa libertà.

Grazie, Eminenza, Lei è cristallino come sempre! Parole illuminanti, piene di speranza, come quelle cui Lei ci ha abituati da sempre. E non dubiti della convergenza politica: è l’unica cosa veramente bipartisan che abbiamo in Italia!

A proposito, Eminenza: quando tornerà al Creatore, non si dimentichi di dare buoni consigli pure a Lui, lo faccia per il Suo bene…

Clicca qui per leggere l’articolo sul Corriere della Sera

English version? go to the end of the post!

Ora che il governo di Romani Prodi è caduto, il dibattito politico in Italia si muove su nuovi binari. La questione al centro dei colloqui iniziati dal presidente Napolitano è questa: formare un governo tecnico o indire nuove elezioni?

La destra, condotta da Silvio Berlusconi, vuole che la parola torni ai cittadini. La prima ragione non potrebbe essere più semplice: è in vantaggio nei sondaggi. La seconda ragione è più subdola.

Il lavoro di un’amministrazione temporanea sarebbe modificare la legge elettorale voluta da Berlusconi nel 2006, subito prima delle ultime elezioni. Quetsa legge si avvicina ad un proporzionale perfetto, e chi la critica sostiene che lascia il paese ingovernabile lasciando spazio in parlamento anche al più piccolo dei partiti (che in Italia sono chiamati col delizioso nome di “partitini”). Una qualsiasi riforma elettorale avrebbe lo scopo di far tornare il paese verso un sistema a due, o al massimo a 4 partiti, come in Germania.

Sapendo che la riforma sarebbe stata inevitabile il centor-sinistra ha fatto un passo importante verso la costruzione di un movimento di largo respiro, il Partito Democratico, che ha iniziato ad esistere dallo scorso autunno. Gli sforzi di Berlsuconi per raggiungere lo stesso obiettivo sono falliti. Nessuno dei tre gruppi che componevano l’alleanza con cui vinse le scorse elezioni, ha voluto connettersi ad un partito guidato da lui, o piuttosto dalla sua protetta, un’ex regina della bellezza dai capelli di fuoco, Michela Vittoria Brambilla.

Le ragioni per volere un governo ad interim sono state evidenziate recentemente dal Financial Times. La logica è cristallina. Anche colui che ha scritto l’attuale legge elettorale, per favorire Berlusconi, l’ha successivamente chiamata “una porcata”. E’ chiaro quindi che andrebbe cambiata. Un gabinetto di tecnocrati non legati ai partiti e/o comunque di politici accettati da entrambi gli schieramenti, porterebbe senza alcun dubbio questa ed altre cose buone per l’Italia. E, cosa di non poco conto per il Financial Time!, darebbe una certa sicurezza ai mercati.

C’è solo un ostacolo: la democrazia parlamentare. Da giovedì notte l’Italia ha un parlamento appeso ad un cappio. Prodi ha ricevuto il voto di fiducia alla Camera dei deputati, ma l’ha perso al Senato. E’ difficile pensare ad un motivo migliore per andare alle urne e chiedere agli elettori un nuovo verdetto.

Tuttavia una certa difficoltà nel supportare questa tesi, sia da parte del Financial Time, che per i lettori del Guardian, è data dalla fatto che con molta probabilità tornerebbe al potere un uomo il cui concetto di democrazia è, quanto meno, discutibile. Costui non ha visto nulla di male nel creare un monopolio (di fatto) delle televisioni nazionali quand’era primo ministro e non ha mai ammesso formalmente la sua sconfitta durante le ultime elezioni. Alcuni detrattori sostengono che Berlusconi, più o meno come gli Islamisti in paesi come l’Algeria, usi la democrazia solamente finchè gli sta bene farlo. E tuttavia, in questa occasione, si rivelano anch’essi vulnerabili della stessa obiezione.

Questo articolo è tratto dal Guardian_Unlimited online; la versione originale è disponibile su:

This article is taken from the online version of the Guardian Unlimited:

http://commentisfree.guardian.co.uk/john_hooper/2008/01/is_berlusconi_right.html

A great explanation of what has been going on in Italy in the past 2 days; and in the past 20 years.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7206817.stm
Volevo tradurre l’articolo per chi non può o non vuole leggerlo in inglese. Poi ho scoperto che ci aveva già pensato qualcun altro.
Ecco qui il link della traduzione in Italiano (dal blog “Il corriere della Grande Fata”)
http://grandefata.wordpress.com/2008/01/25/qualcosa-di-marcio-in-italia/

Dopo i tempi duri dello scorso dicembre, quando alle 2.55 si era immersi nel regno del buio…

Dopo lunghi mesi di depressione, in cui l’unica luce rimasta era quella delle candele accese sul davanzale delle finestre…

Dopo una lunga, lenta discesa agli inferi…

…nello Sjælland sta tornando la luce!!

E’ difficile, per chi non vive nel buio, immaginare ciò che si prova… vediamo un po’ come posso spiegarlo??

E’ un po’ come come una bella cacata dopo 8 ore di lavoro ininterrotto con quella che spinge per uscire… o come aprire il giornale e leggere che hanno condannato Berlusconi a 10 anni in via definitiva.

(English version below)

A chi pensa che perseguire il bene e la verità sia ascoltare la parola di Dio, e che vivere la parola di Dio sia obbedire a dogmi e tradizioni della Chiesa.

A chi vive con difficoltà il rapporto tra ragione e religione. A chi rinuncerebbe a ciò in cui crede pur di non rinunciare a chi ama.

A chi ha perso la speranza e a chi pensa di diffonderla imponendola per legge.

A chi si mette troppo spesso da parte. A chi studia l’Inglese, perchè sa che potrebbe tornare utile. A chi ha paura di perdere qualcuno o di perdere sè stesso. Anche se forse ancora non lo sa.

http://downol.dr.dk/download/skum/clement/Desmond_tutu.wmv
(i primi secondi dell’intervista sono in danese)

(the initial few seconds of the interview are in Danish)
http://downol.dr.dk/download/skum/clement/Desmond_tutu_QT.mov

To those who think that pursuing the good and the truth means trusting the word of God, and that practicing the word of God means obeying to the dogma and the doctrine of the Church.

To those who find it difficult to match reason and faith. To those who would give up their beliefs not to give up their loved ones.

To those who lost the hope and those who think they can spread it by law.

To those who too often set themselves aside. To those who are studying English, as they know it could be useful, and those who fear to either loose someone, or loose themselves.

(Tanks Ulrik, for introducing me this inspiring person…)

Le notizie sul presidente francese Sarkozy, negli ultimi mesi, hanno occupato le pagine dei rotocalchi rosa più di quelle dei quotidiani, alimentate, certo, da un esibizionismo personale mai negato. Sarkozy, negli ultimi tempi, ha voluto mostrarsi inseparabile dalla sua nuova compagna (nuovo orgoglio dell’Italia), al punto da posare per fotografi e giornalisti durante il recente “viaggio d’amore” in Egitto.

Accade così che la visita del presidente francese in India, prevista per la prossima settimana, stia creando un certo imbarazzo alle autorità locali. L’India è un paese assai conservatore, le coppie non sposate sono una rarità e quelle conviventi sono spesso emarginate. Il protocollo ufficiale di stato, pertanto, non ne fa menzione: potrà Carla essere accolta nella suite presidenziale riservata a capi di stato e first ladies? si potrà sedere accanto alla presidente indiana durante il banchetto ufficiale?

La questione, purtroppo, è di portata molto più ampia della specifica vicenda. In queste situazioni vedo emergere i limiti e le difficoltà della globalizzazione, con tutte le loro imprevedibili e inevitabili fragilità.

Nel mondo globale facciamo oggi, quotidianamente, cose che nessuno, 60 anni fa, avrebbe potuto fare. Viaggiamo con facilità, esportiamo e importiamo prodotti da ogni dove, abbiamo ogni notizia in tempo reale. E’ triste, dunque, pensare che non siamo ancora stati in grado di creare una base minima di pochi, ma chiari, valori comuni, condivisi.

Valori semplici, universali; ma che, forse, potrebbero toglierci dall’imbarazzo della vanità e dal rigore dei protocolli.

ma non tutti siamo uguali di fronte alla legge.

Ci sono, ad esempio, i “normali” cittadini; che, se commettono un reato, vengono (giustamente) interdetti dai pubblici uffici. E perdono il lavoro.

Ma c’è anche chi, condannato a 5 anni, se ne rimane col culo al caldo sulla poltrona di governatore di una regione. Perchè la legge glielo permette.

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